L'Associaizone Nazionale delle Mamme in aiuto delle Ricercatrici

Lettera all' On.le Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Martedì, 14 luglio 2009
On.le Ministro,
Le scrivo per sottoporre alla Sua attenzione una mia riflessione sorta in seguito alla pubblicazione di una lettera,
indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
di una mamma ricercatrice italiana, Rita Clementi, costretta ad abbandonare il nostro Paese
per andare a svolgere la sua attività di ricerca negli Stati Uniti.
La riforma dell’Università che Ella ha avviato rappresenta un percorso di risanamento che
punta a toccare una serie di aspetti poco efficienti del mondo universitario attuale: da quello
del sistema della gestione delle risorse a quello della governance.
Ella, con la Sua politica ministeriale, sta riportando il merito nella scuola e nella Università,
ma probabilmente occorrerà fare di più.
La ricercatrice, nella sua lettera, avanza una doppia proposta: maggiori finanziamenti per la
ricerca (attraverso l’incremento dei concorsi) e l’applicazione rigorosa del principio
meritocratico nell’ambito dei concorsi stessi.
Ancora, la Dott.ssa Clementi richiama l’annoso problema della precarietà in cui operano i
nostri ricercatori, senza contributi pensionistici, ferie e malattie, lamentando i troppi contratti
precari nell’ambito universitario (borse di studio, co-co-co, contratti di consulenza, ecc..).
Un sistema antimeritocratico danneggia non solo il singolo ricercatore, ma soprattutto le
persone che vivono nella nostra Nazione.
Una buona ricerca può solo aiutare a crescere ed è per questo motivo che numerosi Stati
europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di
aumentare i finanziamenti per la ricerca.
Lo sfogo della “ricercatrice in fuga” rappresenta il pensiero di migliaia di precari
dell’Università da prendere in seria considerazione.
Per questo motivo Le chiedo un maggiore slancio verso la ricerca, non solo attraverso
l’incremento dei fondi destinati ai concorsi, ma soprattutto attraverso un controllo rigoroso
delle procedure concorsuali all’interno degli Atenei.
Sicura di un Suo gradito e necessario intervento, colgo l’occasione per porgerLe i più sinceri
saluti miei personali e di tutta l’Associazione che mi onoro di presiedere.

Il Presidente
Dott.ssa Emilia Saugo

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